Testimonianza ·
Lettera aperta di una nostra atleta
Investire tempo nella legittima difesa non è paranoia: è una scelta di responsabilità verso se stesse e verso chi ci sta accanto.
Investire del tempo prezioso nelle discipline della legittima difesa è una scelta che riguarda la necessità di stare al mondo con più lucidità, non la voglia di fare a botte.
Questa lettera arriva da un’allieva del corso. La pubblichiamo perché racconta, senza slogan, cosa succede quando una donna decide di allenarsi sul serio: non diventa invincibile, diventa più difficile da sorprendere.
«Prima di entrare in palestra pensavo che la difesa personale fosse un elenco di leve da ricordare. Ho scoperto che è soprattutto abitudine: abitudine a guardare intorno, a tenere la distanza, a usare la voce, a non congelarmi. Le tecniche arrivano dopo, e funzionano solo se il corpo le ha già sudate.»
«Non mi alleno perché “il mondo è cattivo”. Mi alleno perché il mondo è imprevedibile. La paura non è sparita, è diventata un segnale che so leggere. Se una ragazza di Cagliari sta valutando se iniziare, il mio consiglio è banale e vero: vieni a una lezione. Dopo un’ora capisci se il posto fa per te.»
Il corso di difesa personale femminile resta uno spazio protetto, senza agonismo da spogliatoio. Chi vuole, nel tempo, passa al gruppo misto di Krav Maga e KAPAP. La scuola esiste anche per questo passaggio: dalla paura al mestiere, senza fretta.